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Pompilio De Francesco arrivò in Canada nel 1958. Proveniva dal Molise, era nato in una piccola città italiana, chiamata Guardiaregia, in provincia di Campobasso, il 4 dicembre 1929. Ecco qui la storia di questo emigrato italiano in Canada.

Le origini e la guerra

"Sono cresciuto in mezzo alle montagne e sono andato a scuola, frequentando i cinque anni delle elementari, sotto il regime dittatoriale fascista di Mussolini. Quando finì la scuola, l’Italia entrò nella Seconda Guerra Mondiale, con tutte le altre nazioni. Ero molto nervoso e agitato durante la Seconda Guerra Mondiale, il cibo scarseggiava per la mia famiglia e per tutti i miei compaesani e i rumori dei cacciabombardieri risuonavano ogni giorno nella mia testa. I miei nonni avevano viaggiato nel Nord America, all'inizio del secolo e mi raccontavano sempre delle storie su come fosse bello e ricco il Nord America. Loro avevano messo da parte del denaro lavorando in Canada e negli USA, prima di tornarsene in Italia. Quando diventarono più anziani ritornarono nel nostro Paese, pensando che forse avevano fatto un errore ad andare in America. Noi eravamo plagiati dalla propaganda di Mussolini. Ci veniva detto che l’Italia aveva bisogno del suo “Posto al sole” e che quindi doveva espandere il suo dominio verso posti come la Somalia e costituire un suo impero.

L’Italia aveva una percentuale alta di densità della popolazione, più di 700 persone per chilometro quadrato in Lombardia e 500 a Napoli, ma il Canada, ci dissero, aveva una densità abitativa di una persona per chilometro quadrato. Ci dissero che il Canada era un Paese con grandi risorse, ma con una popolazione esigua, di circa 10 milioni di abitanti, e nonostante quello fosse un periodo di crescita, per quella nazione, c’era posto per tutti, anche per chi voleva andare lì partendo dall'Italia.

Della Seconda Guerra Mondiale, il 1943 è stato l’anno peggiore. Quando avevo 13 anni, a metà ottobre, i tedeschi si ritirarono. Dieci ore dopo, un commando di 20 soldati canadesi, arrivò in città. I tedeschi ci chiedevano cibo, con le minacce, ma questi giovani soldati canadesi, ci chiedevano del latte fresco, delle uova o una bottiglia di vino e in cambio ci davano coperte calde, biancheria intima, pantaloni e camicie. Loro rinforzarono il mio concetto del Canada e la speranza che qualche giorno avrei fatto la stessa cosa che fecero i miei nonni.

Emigrazione in Canada negli anni '50 del 1900

Quasi 10 ani dopo, nel 1950, alcuni lavoratori partirono dalla mia città e andarono in Canada. Lo poterono fare perché la legge di immigrazione canadese lo permetteva. così lasciarono l'Italia, e si misero d’accordo con alcuni miei compaesani emigrati in Canada tra il 1920 e il 1925. Questi erano i fratelli De Carlo che hanno aiutato alcune persone emigrate. Questa seconda ondata di emigrazione, degli anni ’50, toccò un po’ tutti noi nati a Guardiaregia. Persone che portavano i cognomi di Pallotta, De Francesco, Rotundo, Albanese, Vecchiarelli, De Carlo, Sampogna e molti altri, partirono per il Canada. Io, Pompilio De Francesco, sono arrivato lì, aiutato da mio suocero, Domenico Nicolangelo Rotundo. 

La partenza per il Canada nel 1958

Mi imbarcai sul transatlantico Augustus, con la mia famiglia il 2 Marzo 1958, a Napoli. Era una bella avventura per mia moglie Angelarosa e per nostra figlia Carmela. Avevamo una piccola cabina con i letti a castello e un piccolo lavandino. Mia moglie e mia figlia videro il loro primo film, a bordo della nave, era Via Col Vento, e mia moglie lo ricorda ancora oggi. Il terzo giorno di viaggio, ci ritrovammo nell'Oceano Atlantico, sul mare in tempesta. Molti si ammalarono durante il viaggio, ma io e la mia famiglia, siamo arrivati ad Halifax in buone condizioni. Abbiamo messo i nostri piedi sulla terra ferma, in Canada, il 10 Marzo 1958.

Il tempo ad Halifax era nuvoloso e cupo, ma questo non ha smorzato il mio spirito. La prima cosa che feci fu entrare in un negozio di alimentari. Ero impressionato dalla varietà di cibo che c’era, stavamo andando a Toronto, Ontario. Abbiamo preso il treno e a Toronto ci siamo fermati alla bella Union Station, abbiamo visto il Parco della Regina, la City Hall e la torre della Bank of Canada. Siamo andati a vivere in un appartamento sull’Earlscourt Avenue.

La vita in Canada

Con molta determinazione ho portato la mia famiglia ad avere un avvenire solido in Canada, senza alcun aiuto, accettando ogni lavoro che mi veniva offerto. Nell'estate del 1961 sono andato a Thompson, Manitoba, per tre mesi, per lavorare per la Inco. Anche se guadagnavo bene non volevo portare la mia famiglia lì, perché non c’erno né il college né l'università che i miei figli avrebbero potuto frequentare. Ritornai a Toronto e trovai lavoro presso il Gruppo Oshawa, lavorai lì, felicemente, per 31 anni.

Ora, ho 80 anni, e quando ripenso alla mia vita in Canada, dico che ero un giovane determinato, pronto a lavorare duro. Mia moglie rimase a casa a prendersi cura delle nostre quattro figlie, che hanno frequentato tutte l’università. Ringrazio Dio, perché mi ha preso per mano e mi ha guidato in Canada, terra di  abbondanza. Grazie Canada, grazie per le persone che ho incontrato, grazie per la libertà, Grazie Dio, per tutto.  

12 Dicembre 2009 a Mississauga, Ontario.